CIAO NICOLA, CIAO SINDACO

CIAO NICOLA

Oggi mi ritrovo a scrivere un messaggio di commiato che mai avrei voluto scrivere, né come segretario, né come uomo.

Nelle prime ore della mattina di oggi sono stato raggiunto dalla notizia che Nicola, il mio sindaco, ci ha lasciati, ha lasciato Rivalta, ha lasciato la politica sua grande passione, ha lasciato la sua famiglia e la sua famiglia allargata qual’è la comunità rivaltese. Una comunità che lui ha amato e per la quale ha speso tutte le sue energie fino all’ultimo, dalla quale è stato amato con altrettanto calore, con altrettanto affetto.

È difficile per me parlarne ora, senza che questo susciti una grande, profonda, emozione, senza che un groppo in gola spenga le parole, senza asciugarmi gli occhi ogni tanto. Umanamente Nicola lascia in me e in tutti noi che l’abbiamo conosciuto e che con lui abbiamo condiviso un tratto di strada, un vuoto che non può essere colmato e un senso di smarrimento davanti al fatto compiuto e irreversibile. Sarà difficile d’ora in avanti salire le scale che portano all’ufficio del sindaco senza pensare per un momento a lui, a Nicola.

Non so quanto la pandemia, di cui siamo vittime da oltre un anno, consentirà a chi lo vorrà di rendergli l’ultimo saluto, di augurargli buon viaggio, di accarezzarne il feretro, con affetto e deferenza per l’uomo e per il sindaco, ma sono certo che se sarà possibile in tanti vorranno rendergli omaggio.

A tanti è nota la sua grande passione politica che lo ha portato a ricoprire ruoli anche importanti nelle istituzioni piemontesi, a noi rivaltesi rimane l’immagine gioviale e attenta di un sindaco che non ha mai disdegnato di ascoltare i cittadini, che non ha mai rifiutato il confronto con gli avversari politici sempre rimanendo rispettoso delle idee altrui. Antifascista e uomo di sinistra non ha mai nascosto la sua fede politica e ha onorato il compito che i cittadini di Rivalta gli hanno affidato, fin quando e fin dove il fisico glielo ha consentito. Ancora pochi giorni fa progettava e immaginava il suo futuro come sindaco, combattivo come è sempre stato, un esempio di dedizione che deve ispirare molti di noi che condividiamo la sua stessa passione.

Sia personalmente che in rappresentanza del Partito Democratico di Rivalta e dei circoli PD dell’intera zona sud di Torino di cui sono il coordinatore, voglio stringermi alla famiglia di Nicola per far sentire loro il calore e l’affetto di tutta una comunità per una persona che è stata interprete dei valori più profondi della nostra Repubblica nata dalla resistenza, che ha saputo trascendere il ruolo istituzionale per farsi vicino a tutti noi, un amico al quale confidare i crucci e le preoccupazioni, quando lo incontravi immancabilmente al mercato, dal fruttivendolo, al bar, per le vie di Rivalta o nel suo ufficio al primo piano del Palazzo comunale.

Mi si conceda infine un breve ricordo personale di Nicola De Ruggiero: io l’ho conosciuto più tardi di molti miei concittadini essendo giunto a Rivalta nell’autunno del 1999 e avendo lavorato con lui soltanto dalla campagna elettorale del 2017 che lo riportò tra noi a ricoprire ancora una volta il ruolo di sindaco, eppure fin da subito ho trovato in lui una persona accogliente, di lunga esperienza e capacità, disponibile e instancabile, mi colpì con la sua affabilità e in breve mi sentii come se lo conoscessi da sempre. Una dote umana, questa, nient’affatto comune che ha consentito a lui e a me di entrare subito in sintonia così come con tutta la nostra comunità.

Nicola, non voglio aggiungere altro per non divenire inutilmente retorico, sappi che ci hai fatto un dispetto, involontario certo, ci hai lasciati per andare là dove non ti possono più raggiungere le miserie umane e se dove sei ora ti capiterà di incontrare Beppe e Cosimo con Neldia, fra una chiacchiera e l’altra preparate la più grandiosa Festa de l’Unità che si sia mai vista da quelle parti e salutali per noi.

Fa buon viaggio Nicola, che la tua strada d’ora in poi sia pianeggiante e priva di ostacoli. Ti abbraccio.

Rossano Gianoglio
Segretario circolo PD di Rivalta
coordinatore circoli PD zona sud Torino

Di fronte alla crisi pandemica un sostegno concreto #ristorivalta

Di fronte alla crisi pandemica un sostegno concreto #ristorivalta

Di fronte all'emergenza pandemica un sostegno concreto a tutti i lavoratori. #ristorivalta

Carissime, carissimi Sono giorni e settimane davvero decisive per comprendere se, finalmente, l'assestamento della curva di contagio nel nostro Paese consentirà di iniziare a guardare al futuro prossimo con speranza. I primi dati positivi di questi giorni non ci devono però far allentare per nessuna ragione il rigoroso rispetto delle restrizioni in vigore: dobbiamo restare a casa per continuare a contribuire alla salvaguardia della salute pubblica e di una più rapida ripartenza. Il fronte sanitario, però, non è il solo su cui si sta concentrando il dibattito politico, in Italia e in Europa. Dobbiamo fare di tutto, infatti, per arginare le conseguenze potenzialmente devastanti di questa emergenza sul fronte economico e sociale. Sono orgoglioso del fatto che il nostro Governo, in particolare con i Ministri Gualtieri e Amendola, stia guidando il fronte che in Europa si sta battendo per una maggiore solidarietà e condivisione. Le posizioni più conservatrici sono sempre più isolate e questa Italia, capace di battersi senza piangersi addosso, otterrà i risultati che servono. BCE, Parlamento e Commissione Europea hanno già messo in campo misure importanti, come lo stop al Patto di Stabilità, la libertà di impiegare gli aiuti di Stato, lo sblocco delle forniture mediche, il finanziamento dei rimpatri, il piano di acquisti di titoli da 750 miliardi, lo stanziamento di 37 miliardi di euro dai fondi comuni accantonati, il coordinamento delle misure sanitarie e della ricerca per il vaccino, l'iniziativa SURE con 100 miliardi di euro per mantenere attivi lavoratori e imprese. Qui puoi trovare un'ulteriore spiegazione dettagliata di quanto messo in campo fino a qui dalla Commissione. Adesso però serve andare oltre gli attuali strumenti a disposizione, con coraggio e lungimiranza, per salvare l'Unione e proteggere il futuro dei nostri concittadini. Per questo ci stiamo battendo per istituire i "coronabond", titoli di debito comune finalizzati a distribuire il costo della crisi e a contrastare il rischio della recessione, per un piano straordinario di investimenti e per l'attivazione di tutte le risorse attualmente inutilizzate. Sul fronte della tutela delle nostre imprese in Europa, dopo uno scambio di vedute nelle commissioni parlamentari di riferimento con il Commissario Europeo al Mercato Interno Breton, ho firmato con i colleghi Patrizia Toia e Carlo Calenda un'interrogazione a lui rivolta, focalizzata sulle azioni da mettere in campo per preservare proprio il funzionamento del Mercato Interno, con un'attenzione specifica al mantenimento delle catene di valore, a partire da una ricognizione del loro stato generale e dei potenziali danni ad esse arrecati dalla crisi. Abbiamo inoltre richiesto di includere un capitolo specifico sulle catene di valore nella Strategia industriale recentemente lanciata e nella Strategia per le PMI. Come Socialisti & Democratici abbiamo avanzato numerose proposte concrete di reazione alla crisi, che io e il Responsabile Nazionale Economia del PD Emanuele Felice abbiamo provato a spiegare in questo articolo uscito su La Stampa. Chi invece, con un po' di tempo a disposizione, volesse approfondire ulteriormente può farlo leggendo questa mia ampia intervista su Pandora, una rivista che da anni offre un prezioso lavoro di approfondimento condotto da giovani studiosi, che invito tutti a sostenere abbonandosi (qui le informazioni). Mi permetto di dare anche un'altra opportunità di approfondimento, sia sul funzionamento dell'Europa che sul dibattito in corso sugli strumenti da impiegare: è un cartone animato divertentissimo, adatto anche ai bambini, prodotto dai Cartoni Morti, che ci fa capire in modo semplice ed efficacissimo molti aspetti e luoghi comuni da sfatare. Oltre a battersi per un'Europa più unita e capace di decidere, il Governo Italiano ha messo in campo azioni importantissime, di forte impatto e valore, per reagire alla crisi e sostenere il nostro tessuto economico e produttivo. È di qualche giorno fa il decreto per le imprese, con cui si mettono a disposizione circa 750 miliardi per garantire prestiti e liquidità, sostenere l'export, sospendere versamenti fiscali e contributivi e le ritenute per gli autonomi, difendere la proprietà italiana delle imprese strategiche. Di grande rilievo è anche l'accordo tra Governo, Associazione Bancaria Italiana e parti sociali per l'anticipo della cassa integrazione. Inoltre il Governo ha stanziato 4.3 miliardi di euro ai Comuni come anticipo del Fondo Solidale per garantire ai cittadini l'acquisto di beni alimentari e di prima necessità. Altre misure economiche e sociali sono oggi in elaborazione, in vista della cosiddetta "fase 2". Da parte del Governo sarà fondamentale garantire che queste risorse arrivino subito senza intoppi burocratici, semplificando le procedure, come ha detto con nettezza il Segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti. Desidero concludere guardando al fatto che tra pochissimo tutti vivremo una Pasqua davvero diversa dal solito, taluni lontani dalle famiglie, molti da soli. Nell'augurio che voi e i vostri cari stiate bene e nell'unirmi al cordoglio nei confronti di quanti abbiano perso persone amate, rivolgo a tutti noi l'augurio che possa davvero essere una Pasqua di rinascita, che ci proietti a una fase di ripartenza, resi ancora più consapevoli che tutte le più grandi sfide, della vita e della Storia, sono meno difficili se affrontate insieme. Il mio pensiero, ancora una volta, va a tutte le lavoratrici e i lavoratori che trascorreranno la Pasqua lavorando per tutti noi, per esempio nell'ennesimo turno nelle corsie degli ospedali. Per questi straordinari professionisti la gratitudine non basta più ed è per questo che ho firmato una petizione, lanciata da varie associazioni giovanili e dalle Sardine, per assegnare al personale sanitario la Medaglia d'oro al valore. L'ho firmata e invito a fare altrettanto non per un riconoscimento solo formale, ma come spinta alle istituzioni a tornare a investire di più nel nostro Sistema Sanitario pubblico e nei suoi professionisti. Ci siamo accorti, in questa occasione quanto mai prima, di quanto siano fondamentali. Un caro saluto, Brando Benifei

BUON NATALE e BUON ANNO

“Amici, amiche, compagni e compagne, siamo arrivati quasi alla fine del 2018, un anno che per molti versi sarà ricordato a lungo dalla nostra comunità politica. E' stato l'anno che ha visto il Partito Democratico e, più in generale il centrosinistra, subire la sua peggiore sconfitta elettorale del dopoguerra e la formazione, dopo mesi di chiacchiere inconcludenti, del governo peggiore della storia repubblicana. Un governo che al momento ha annunciato di tutto e il contrario di tutto senza fare sostanzialmente nulla o quasi. E' anche il governo che ha nei fatti sdoganato il livore nazionalista e neofascista lasciando libero sfogo alle bande di perdigiorno violenti e vigliacchi come solo gli squadristi sanno essere...” Stavo scrivendo quello che leggete sopra per ripercorrere il 2018 e concludere con gli auguri natalizi ma, a questo punto, è assai più importante che si alzi la voce su ciò che sta accadendo in parlamento. E' importante perché è un fatto inedito e di una gravità senza precedenti nella storia repubblicana. Nemmeno nei momenti più bui di questi settant'anni di democrazia un governo aveva osato tanto! Nel disinteresse della maggioranza dei cittadini italiani il governo sta, in un solo colpo, esautorando il parlamento, aggirando i vincoli democratici e approvando con un voto di fiducia la nuova manovra economica o, meglio, il maxi emendamento alla manovra economica scritto a Bruxelles, sotto stretto controllo della UE e in radicale contraddizione con quanto sbandierato da balconi e interviste! Paiono le prove generali per un governo autoritario e illiberale e stanno gabellando il tutto con la solita coltre di fandonie inventate a bella posta per nascondere le malefatte. Sono bastati pochi mesi alla maggioranza gialloverde per fare coriandoli delle regole democratiche ma chiariamo bene di che cosa stiamo parlando. Poche settimane fa il governo faceva approvare dalla sua maggioranza con voto di fiducia la “Legge di Bilancio”, una legge priva della maggior parte dei contenuti, demandati ad altre leggi future, e la richiesta di fiducia nascondeva la malafede con la quale la presentavano (malafede che sta nel fatto che erano ben coscienti che la UE non avrebbe mai approvato un simile “pasticcio”, tutto in deficit, gabellato per legge e maldestramente esposto). Il governo ben sapeva tutto questo, così come sapeva che Bruxelles li avrebbe costretti a riscrivere la legge ma poco importava, l'obiettivo era arrivare alla fine dell'anno così da poter nascondere lo strappo autoritario con la mancanza di tempo per l'approvazione. Con questo espediente, in commissione bilancio, hanno azzerato la discussione dell'emendamento che riporta il bilancio al 2% nel rapporto deficit/pil, così come zero è la discussione parlamentare perché sul testo è già stata posta la fiducia. Quindi per la prima volta nella nostra storia recente la legge fondamentale dello stato italiano verrà decisa e approvata dal solo governo con la formalità del voto di fiducia (la foglia di fico dietro la quale si nasconde la svolta autoritaria e antidemocratica). Era dall'epoca fascista che una legge non aggirava così sfacciatamente le regole democratiche, umiliandole e irridendole, esautorando il parlamento delle sue prerogative e funzioni! Il PD ha abbandonato i lavori in segno di protesta in commissione e ieri 22 dicembre ha dato battaglia vera nell'aula del Senato assieme alle altre opposizioni. L'amara conclusione che si può trarre è che chi tanto sguaiatamente gridava negli scorsi mesi e anni oggi mostra il suo vero volto, autoritario e illiberale. Irrispettoso delle regole democratiche e dei suoi stessi elettori che raggira con sempre nuove e fantasiose fandonie! Negando un futuro a questo paese, tagliando ogni risorsa e investimento, tagliando pensioni e aumentando tasse e accise sui carburanti, condonando abusi edilizi e lasciando morire in mare uomini, donne e bambini colpevoli unicamente d'esser nati dal lato sbagliato del mediterraneo. Noi non ci riconosciamo in questo modello di stato antidemocratico e cercheremo di ostacolare lo scempio del paese con ogni mezzo lecito e con la forza delle idee, sperando di trovare altri compagni di viaggio che abbiano voglia di opporsi. Avrei voluto essere più sereno per le ricorrenze che si festeggeranno nei prossimi giorni, purtroppo stiamo vivendo un periodo storico preoccupante e pericoloso e non c'è molto da star sereni. A nome del Partito Democratico di Rivalta vi voglio comunque portare l'augurio di Buone Feste sperando che il nuovo anno porti saggezza e buon senso a chi ci sta mal governando.

 

Buon Natale e Buon Anno a tutte e tutti voi

 

Rossano Gianoglio

segretario PD Rivalta


Confronto sul tema della non autosufficienza, un tema fondamentale per il futuro delle politiche sociali e sanitarie italiane e piemontesi. Sarà l'occasione per presentare a cittadini, associazioni e rappresentanti istituzionali il Manifesto per “Prendersi cura delle persone non autosufficienti”, elaborato nei mesi scorsi da un comitato composto dalle Acli di Torino e del Piemonte, da La Bottega del Possibile, dalla Fondazione Promozione Sociale Onlus e dal Forum Terzo Settore del Piemonte.

Scendiamo in piazza per costruire un’alternativa alla politica dell’odio, del declino, dell’isolamento e della paura. Scendiamo in piazza perché tante persone vogliono un Paese diverso: più giusto, più forte, più solidale, aperto al mondo e al futuro. Le paure e le preoccupazioni che hanno i cittadini vanno riconosciute e possono essere superate soltanto insieme; soltanto unendo le forze perché nessuno si senta solo. Scendiamo in piazza perché costruire questa alternativa democratica è il nostro impegno.

 

Vogliamo riorganizzare il campo delle forze progressiste, un progetto ampio, aperto a tutti i cittadini, le organizzazioni, le realtà sociali che credono nei valori dell’uguaglianza, della solidarietà, della multiculturalità, della scienza e di una crescita più giusta in coerenza con l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.
 
Per questo dobbiamo ricostruire un progetto capace di animare le intelligenze, i sogni, le passioni, la fiducia nel futuro soprattutto dei giovani, delle ragazze e dei ragazzi che devono essere i protagonisti dei prossimi anni.
 
Ogni giorno che passa diventano sempre più evidenti i pericoli del governo giallo-verde, alla cui inaffidabilità gli italiani rischiano di pagare un prezzo molto alto.
 
Un “prezzo” economico perché le fatiche e i sacrifici di cittadini, famiglie e imprese sono messi a rischio dall’irresponsabilità di un esecutivo ideologico, nemico degli investimenti e dello sviluppo, piegato agli interessi di chi vuole un paese più debole ed esposto all’instabilità finanziaria.
 
Un “prezzo” sociale e culturale perché le politiche di questo Governo rischiano di alimentare divisioni e rancore nelle nostre comunità, a partire da chi è in difficoltà.
 
Dietro la propaganda e il clamore sui social, oltre lo sdoganamento del razzismo, le scelte di fondo di questo Governo portano a un impoverimento dei ceti medi e a un arricchimento di chi ha già di più, come accadrà con la flat tax.
 
La scuola ricomincia nel caos “vaccini” creando inquietudine nelle famiglie, in particolare quelle con bambini immunodepressi: siamo al fianco delle famiglie, degli insegnanti, dei presidi, dei medici e ribadiamo che sulla salute dei più piccoli non si scherza. Noi crediamo nella scienza e nel lavoro di medici e ricercatori, mentre il Governo asseconda fanatismi medioevali. Nello stesso tempo, ribadiamo l’urgenza di un rinnovato impegno educativo contro l’intolleranza proprio a partire dalle scuole.
 
In politica estera questo Governo simpatizza con Orban, Putin, Trump e con i nazionalisti di ogni provenienza e sceglie apertamente la linea della distruzione dell’Unione europea. Una scelta che rischia di indebolire drammaticamente il nostro paese perché gli interessi di tutti gli italiani, oggi e in futuro, si possono proteggere e promuovere soltanto dentro il progetto comunitario.
 
Lavoriamo per un’Europa che assicuri diritti comuni inviolabili: diritto al lavoro e a un reddito che consenta di vivere, diritto all’assistenza sanitaria, diritto all’istruzione e alla formazione, diritto alla sicurezza, diritto a respirare un’aria più pulita e mangiare un cibo più sano. Oltre l’ideologia dell’austerità che tanto male ha fatto in questi anni.
 
Noi non dimentichiamo che proprio l’Europa è nata per garantire pace e giustizia e fino a qui ha consentito a milioni di persone di vivere senza guerre e conflitti. Lo dobbiamo ricordare a maggior ragione ora, guardando anche ai conflitti aperti nel Mediterraneo a cominciare dalla preoccupante situazione in Libia.
 
L’Italia deve guidare il cambiamento europeo al pari degli altri grandi paesi fondatori, non può ridursi ad essere il teatro delle scorribande di altre potenze globali che hanno interesse a indebolire l’Europa.
 
L’Italia deve costruire una prospettiva di equità, di giustizia e di solidarietà, oltre le paure e il rancore.
 
Per queste ragioni diamo appuntamento a tutti coloro che credono in un Paese diverso per Domenica 30 settembre alle ore 14 a Roma a Piazza del Popolo.
 
Sarà il primo passo di una stagione di partecipazione e d’impegno. Con il PD e tanti altri. Per l’Italia, per il nostro futuro.

 

segreteria nazionale Partito Democratico

Festa de l'Unità 2018 prima parte

Festa de l'Unità 2018 seconda parte

Festa de l'Unità 2018 terza parte

La libertà di una democrazia

non è salda se il popolo tollera

la crescita di un potere privato

al punto che esso diventa

più forte dello stesso

stato democratico.

Questo, in essenza, è fascismo.

 

Franklin Delano Roosvelt

discorso al Congresso degli Stati Uniti, 29 aprile 1938